1916/1918: contrario
alla guerra, comunque si distingue come tenente dei mitraglieri
1918: s’iscrive
al Partito Socialista
1925: dopo le
leggi speciali viene arrestato a Savona e condannato a 8 mesi di carcere
per la diffusione di un volantino, "Sotto il barbaro regime fascista".
4 dicembre 1926:
condannato a 5 anni di confino si rifugia a Milano da Carlo Rosselli.
Con lui, con Ferruccio Parri e Adriano Olivetti organizza la fuga di Filippo
Turati, padre del socialismo riformista.
1927/1929: Esule
in Francia, fa vita da emigrante e da disoccupato, a Parigi prima e a Nizza
poi, adattandosi a umili lavori.
14 aprile 1929:
rientra clandestinamente in Italia per riorganizzare l’opposizione al
regime, ma viene catturato a Pisa per una delazione. Processato, viene condannato
a undici anni di reclusione, che sconta nelle carceri di S. Stefano, di
Turi (dove conosce Gramsci) e di Pianosa.
23 febbraio 1933:
respinge con sdegno la domanda di grazia per lui inoltrata dalla vecchia
madreal Presidente del Tribunale speciale.
1935: viene
trasferito a Ponza e poi a Ventotene.
25 luglio 1943:
caduto il fascismo, viene liberato.
Agosto 1943:
entra nell’esecutivo del Partito socialista con Nenni e Saragat; con il
comunista Longo e l’azionista Bauer forma un comitato militare interpartitico.
8 settembre 1943:
combatte i tedeschi a Porta S. Paolo a Roma.
23 ottobre 1943:
è nuovamente arrestato e condotto con Saragat nel "braccio
della morte" di Regina Coeli.
14 gennaio 1944:
viene fatto evadere con Saragat e altri compagni dal carcere.
Luglio 1944:
partecipa alla liberazione di Firenze.
25 aprile 1945:
prepara con Luigi Longo e Leo Valiani l’insurrezione di Milano.
1945: è
direttore dell’"Avanti". Conosce e sposa Carla Voltolina, una
giovane staffetta torinese. E’ eletto segretario del Partito socialista.
1946: viene
eletto alla Costituente.
1947: è
direttore del "Lavoro " a Genova.
1948: eletto
al Senato, poi Presidente del gruppo socialista a Palazzo Madama.
1953: eletto
alla Camera e poi sempre confermato.
1953: interventi
alla Camera contro la legge "truffa"
1958/1963: verso
il "centro-sinistra"
1964/1967: vicepresidente
della Camera dei Deputati.
1968/1976: presidente
della Camera dei Deputai.
1978/1985: Presidente
della Repubblica a 82 anni: volontà di ferro, occhi che trafiggono,
memoria invidiabile, lingua tagliente, carattere poco malleabile e anticonformista,
politico poco protocollare, ma carismatico e popolare. Impegno incrollabile
contro la guerra, contro il terrorismo e per il dialogo; queste le note
emergenti dal suo indimenticabile settenato di presidenza.
24 febbraio 1990:
muore a Roma nella sua casa di Piazza Fontana di Trevi assistito dalla
moglie Carla Voltolina che, nel rispetto delle ultime volontà del
marito, lo farà cremare e seppellire nel piccolo cimitero di Stella,
dove sono tuttora conservate le sue ceneri, visitate da migliaia di visitatori
che non hanno dimenticato il coraggioso partigiano, l’inflessibile uomo
politico, l’apostolo della pace e del dialogo fra i popoli, il Presidente
di tutti gli Italiani.